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Intervento di impianto penieno – Risultati post-operatori

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Praticamente eliminate le infezioni dell’impianto penieno con la tecnica chirurgica no-touch

Il Dr. J. Francois Eid ha trascorso diversi anni sviluppando e perfezionando la sua tecnica chirurgica innovativa No-Touch, che ha fatto precipitare i tassi di infezione dell’impianto penieno quasi a zero. I tassi di infezione per chi pratica solo occasionalmente interventi di impianto penieno sono oltre DODICI VOLTE più alti dei tassi del Dr. Eid, il che ammonta a meno dello 0,5%. (Solo nel 2008 si è trattato di meno di un mezzo punto percentuale.)

la tecnica chirurgica no-touch
 

Risultati della “Tecnica No-Touch"

Numero di casi:  3478
Tasso di infezione al 12/22/14:  0.9%

Anno N. di impianti N. di infezioni %
2002 132 7 5.3
2003 204 4 2.0
2004 218 3 1.4
2005 298 6 2.0
2006* 247 2 0.8
2007* 282 1 0.4
2008* 226 1 0.4
2009* 300 1 0.3
2010* 305 0 0
2011* 336 2 0.6
2012* 303 2 0.7
2013* 286 0 0
2014* 270 1 0.4
2015*


* Utilizzo esclusivo di tecnica No touch ed irrigazione salina 

Fino al 2006 il Dr. Eid ha sapientemente utilizzato tecniche all’avanguardia di prevenzione delle infezioni, conseguendo bassi tassi di infezione pragonabili ad altri prominenti chirurghi di protesi peniena oggi.

Nel 2006 il Dr. Eid ha ulteriormente ridotto il proprio tasso di infezione ben al di sotto della maggior parte dei chirurghi di impianto penieno con la sua tecnica innovative No Touch.

Nel 2008 il tasso di infezione del Dr. Eid è diminuito fino a quasi lo 0% (meno di 1 caso ogni 225 interventi). 

Le infezioni degli impianti penieni sono una cosa seria
A differenza di molte infezioni che necessitano di cure, tempi di guarigione, ecc., una protesi peniena gonfiabile deve essere completamente rimossa e sostituita. Accorciamento del pene, fibrosi e perdita di sensibilità solitamente si verificano in seguito ad un’infezione. Tentativi successivi di reimpianto sono estremamente difficili, con un aumento del rischio di perforazione uretrale e peniena, il che richiede ulteriori operazioni in futuro. Pertanto, l’infezione post-operatoria di una protesi peniena rimane una delle complicazioni più temute di questa procedura.
 

L’esperienza specializzata del Dr. Eid contribuisce al progresso nel campo dell’impianto di protesi peniena

Medici che eseguono meno di 3 impianti penieni all’anno trattano il 70% di tutti gli impianti attualmente praticati su pazienti negli Stati Uniti. Il Dr. Eid attribuisce la sua abilità di concettualizzare, sviluppare e realizzare la Tecnica No-Touch alla sua esperienza estesa nell’esecuzione di impianti penieni, oltre 300 all’anno. Nonostante le strette precauzioni, molti urologi hanno tassi di infezioni del 5%, e presso alcune strutture i tassi di infezione post-operatoria arrivano fino al 50%. Dal momento che il numero totale di impianti eseguiti presso queste strutture è molto basso, tale alto tasso di infezione spesso non viene denunciato e rimane inosservato. D’altra parte ciò perpetua tale comportamento. Il tasso di successo della tecnica No-Touch del Dr. Eid parla da sé con tassi di infezione vicini allo zero.
 

L’avanguardia attuale

Anche se accettate in altri settori chirurgici, quali l’Ortopedia dove i dispositivi prostetici sono abitualmente utilizzati, il concetto innovativo di isolare completamente la pelle dal dispositivo prostetico durante l'impianto di protesi peniena non ha guadagnato larga accettazione in urologia, nonostante la ricerca clinica comprovata dal Dr. Eid e le sue esperienze chirurgiche. Molti urologi sono convinti che, indipendentemente da quanto accuratamente venga preparata la pelle del paziente, o che il sito dell’incisione si trovi nella zona scrotale o addominale inferiore, le infezioni si verifichino a tasso costante. Questo porta ad un comportamento compiacente in sala operatoria e all'accettazione o tolleranza di un tasso di infezione significativo ma bassa, invece di tentare di eliminare le infezioni completamente. Inoltre, l’utilizzo di un’unità aggiuntiva di attrezzatura come il telo No-Touch rappresenta una spesa aggiuntiva, nonché un ulteriore passo nello svolgimento del procedimento. Peraltro, quando si verifica un'infezione, i medici spesso danno la colpa al paziente, al tipo di procedura o ad una condizione medica di base del paziente come il diabete quando si verifica un’infezione post-operatoria.
 

Lo sviluppo della tecnica di prevenzione delle infezioni No-Touch del Dr. Eid 

Il Dr. Eid è giunto alla conclusione che il modo migliore per eliminare le infezioni è prevenire l’esposizione a batteri e normale flora cutanea. Poiché gli organismi della pelle (ad esempio lo stafilococco dell’epidermide, lo stafilococco aureo, Candida albicans) causano la maggior parte delle infezioni, il Dr. Eid si è convinto che l’eliminazione del contatto diretto E indiretto (per esempio, attraverso apparecchiature chirurgiche o guanti) tra la protesi e la pelle avrebbe ridotto più efficacemente i tassi di infezione. Inoltre, gli antibiotici pre e peri-operatori ed il rivestimento antibiotico del dispositivo, che costituiscono una strategia solitamente usata per uccidere i batteri della pelle, sono un rimedio inefficace contro i funghi come la Candida albicans, che rappresentano il 10% delle infezioni post-operatorie. Inoltre, durante l'intervento chirurgico, le regolazioni, la rimozione e il riposizionamento di cilindri, pompa e serbatoio sono spesso necessari. Quando è eseguito senza la tecnica No-Touch, questo si traduce in un maggiore contatto diretto del dispositivo con la pelle, aumentando così l'esposizione ai batteri della pelle.
 

Le esperienze di sostituzione di protesi peniene infette supportano ulteriormente la tecnica “No-Touch”

Le procedure di recupero, nelle quali viene rimosso un impianto infetto e un nuovo dispositivo viene inserito immediatamente, sono riuscite in passato, anche se l'impianto è inserito in un letto di tessuti infetti. Il Dr. Eid ritiene che sia “la diminuzione della carica batterica totale e l'esposizione alla pelle, (attraverso alte dosi di antibiotici endovena e di irrigazione sostenuta eseguita durante la procedura di recupero), piuttosto che la completa eliminazione dei batteri dalla zona chirurgica a motivare il successo dell’impianto di protesi peniena in questa situazione.”

“È fondamentale comprendere questa realtà”, spiega, “perché dà al medico che esegue l’impianto gli strumenti per ridurre ulteriormente ed eliminare le infezioni quando si esegue un primo impianto”. Dopo aver sviluppato la sua Tecnica “No-Touch” per utilizzarla con i propri pazienti, l’obiettivo del Dr. Eid è ora quello di mettere questa tecnica a disposizione di tutti gli urologi per prevenire le infezioni nei pazienti con impianto di protesi peniena gonfiabile in tutto il mondo.